La Storia
Andalo è situato in Trentino ai piedi della catena delle
Dolomiti di Brenta, sulla sella che collega la Val di Non alle Val
Giudicarie. Andalo rappresenta da sempre una zona di passaggio in quanto
percorso ideale per tutti i pellegrini che transitavano da nord a sud
evitando la allora paludosa Val d’Adige
Negli archivi della Famiglia Melchiori è stato
individuato un atto notarile del 1758 in cui Antonio detto il Mercante si
occupava di attività commerciali e di accoglienza di viandanti che si
spostavano lungo questo percorso. Egli possedeva una casa nello storico Maso
Fovo, accanto alla chiesa lungo la via principale di transito.
Oltre alla classica stalla, alcune stanze erano affittate
agli ospiti di passaggio, nell’osteria venivano serviti pranzi e cene,
all’interno vi era anche un piccolo negozio per la vendita di sementi,
attrezzi agricoli e di tutto ciò che poteva servire per la vita di allora.
La collocazione nel “Maso Fovo” risultava strategica per
la posizione. Allora Andalo era concepito urbanisticamente come insieme di
diversi masi separati, con vita autonoma tuttora riconoscibili. Il maso di
riferimento era il Maso Fovo collocato in posizione centrale, ben visibile
ovunque, con annessa la chiesa che si può ancora vedere da tutti i masi. Era
così chiamato perché di fronte all’osteria vi sorgeva un faggio - fovo sotto
il quale le famiglie dei masi di Andalo si riunivano per prendere le
decisioni importanti. L’albero oggi non esiste più di fronte alla vecchia
osteria, l’ultima volta è stato piantato accanto alla chiesa, sempre nel
maso.
Negli anni ’60 Andalo diventa meta turistica per la sua
vicinanza al Brenta e per la diffusione dello sport sciistico. L’osteria
all’interno del Maso Fovo viene trasformata in albergo, l’attuale Hotel
Pavone. Nel 1967 Pietro Melchiori, figlio di Riccardo Melchiori detto il
Pavone e Maria Banal, decide di investire sul turismo aprendo, per allora,
il più grande albergo di Andalo, l’Hotel Melchiori. Pietro viene giudicato
dai suoi compaesani un visionario. Le visioni si rivelarono però molto sagge
anticipando l’andamento del mercato: in concomitanza dell’inaugurazione del
nuovo Hotel Melchiori il turismo ebbe un grande sviluppo, grazie anche alla
vittoria internazionale sciistica di Gustav Thoeni alle Olimpiadi. La
vecchia casa e l’osteria vennero ristrutturate negli anni ’80 diventando
l’Hotel Pavone, così chiamato in onore del nonno Pavone. In paese veniva
chiamato così perché al ritorno dall’emigrazione in Germania, la domenica
egli amava agghindarsi a festa con una giacca ricamata sulle maniche con un
disegno riproducente le piume della coda di un pavone. Il piccolo spazio
vendita che era all’interno dell’osteria si ampliò fino agli attuali 650 mtq
di superficie diventando un grande e moderno negozio di alimentari e
abbigliamento.

